Di fatto, la nostra società produce e produrrà sempre più poveri. Noi sosteniamo il Barattolo di Torino come luogo fondamentale per l’integrazione e per dare una possibilità di guadagno a chi vuole parteciparvi come espositore, secondo le regole del bando comunale. Originariamente, il Barattolo chiamato anche ‘suk’ era parte integrante del Balôn del sabato, poi è stato allontanato e ricollocato in via Carcano: ma in fondo è proprio lui che ne conserva lo spirito originario.
Una parte della merce messa in vendita deriva dal riuso dei nostri rifiuti e permette a chi non ha soldi da investire di trovare qualcosa da rivendere. Al suk la polizia locale è sempre presente e svolge un servizio di verifica su ciascun operatore. Per questa ragione non ascoltiamo i discorsi generici di chi dice “noi paghiamo le tasse”, “è tutta roba rubata”, “manca il decoro”.
Quello che vediamo, a partire dal Balôn smembrato fino alla decisione di chiudere il Barattolo, è solo una volontà politica e sociale di emarginare sempre più poveri ed etnie sgradite.